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Minaccia la moglie col coltello e la violenta: gli abusi scoperti
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Minaccia la moglie col coltello e la violenta: gli abusi scoperti

una donna alza la mano per fermare la violenza nei suoi confronti

Sconcertante scoperta dopo una serie di episodi critici che hanno visto una donna essere vittima del marito. I fatti.

Non solo la tremenda aggressione davanti al figlio con annessa violenza in quel di Mantova. Le forze dell’ordine si sono trovate a fare i conti con un’altra storia altrettanto grave avvenuta, questa volta, a Vicenza. Secondo quanto si apprende da Il Giornale di Vicenza, infatti, un uomo è stato condannato a cinque anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia, rapina, violenza sessuale e lesioni personali.

Una vittima di violenza

Minacci e violenta la moglie: i fatti

Cinque anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia, rapina, violenza sessuale e lesioni personali. È la pena inflitta a un cittadino tunisino di 57 anni, residente in città, riconosciuto colpevole di tutte le accuse contestate dalla procura. La sentenza è stata pronunciata ieri, giovedì 8 ottobre, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, che ha comportato per l’imputato una riduzione della pena.

L’uomo era già stato allontanato dall’abitazione familiare, con il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla moglie e dalla madre di lei. Era inoltre obbligato a presentarsi quotidianamente in questura. Gli episodi contestati si erano verificati in città fino al 16 ottobre dello scorso anno. Per tutelare la vittima, il nome del condannato non viene riportato, poiché consentirebbe di identificarla.

Le accuse all’uomo e i vari episodi scoperti

Secondo le accuse, il marito avrebbe sottoposto la donna a ripetute umiliazioni, minacce e aggressioni fisiche. La insultava, le sputava addosso, la schiaffeggiava, la spintonava e le tirava i capelli. Cercava inoltre di impedirle di chiedere aiuto, sottraendole il telefono e limitando la sua libertà di uscire da sola. Quando la moglie si allontanava, pretendeva di controllarla attraverso continue videochiamate.

L’episodio più grave risale al 16 ottobre. Quel giorno l’uomo avrebbe distrutto il letto matrimoniale colpendolo con un martello e rotto il televisore con un pugno. Successivamente avrebbe minacciato la moglie prima con il martello e poi con un coltello da cucina, costringendola a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà.

Dopo l’aggressione, la donna aveva tentato di fuggire. Il marito le avrebbe sbarrato la porta, colpendola con un calcio, per poi inseguirla in strada, bloccarla e tapparle la bocca. In quella circostanza le avrebbe anche strappato il cellulare. La vittima era stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo, dove le erano stati riscontrati numerosi traumi e ferite.

La denuncia della donna aveva fatto scattare le indagini e il Codice rosso, con l’adozione di misure cautelari. Dopo l’interrogatorio del 3 novembre, il 28 novembre il procuratore aggiunto Giorgio Falcone aveva chiesto il giudizio immediato. L’imputato, assistito dall’avvocato Anna Sambugaro, è stato infine condannato dal giudice per l’udienza preliminare.

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ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2026 17:01

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